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Quel gonfiore addominale che proprio non se ne va

di Dott. Luigi Schiavo

Rubriche II nutrizionista risponde Problemi di gonfiore

Domanda

Gentile dottore,
ho 15 anni, sono alta 168 cm e peso 52 kg. Da un anno a questa parte ho iniziato a soffrire di gonfiore addominale, un disturbo che mi crea dei forti disagi, non solo estetici.
Ho iniziato da un anno ad utilizzare compresse di carbone vegetale, fermenti lattici e tisane al finocchio. Ho fatto già una volta una visita dal gaostrenterologo, e questi mi ha consigliato solamente l'uso di fermenti lattici insieme a carbone vegetale e tisane al finocchio. Il mio medico di famiglia mi aveva prescritto anche altri farmaci come Mylicon da prendere senza l'utilizzo di carbone e altro. Purtroppo questo problema non si è ancora risolto.

Ho fatto gli esami per l'intolleranza al glutine, ed è risultato negativo. Ora vorrei provare a fare gli esami per le intolleranze alimentari, ma secondo il mio medico non potrebbero risolvere granchè il problema.
Non so più cosa fare. E' anche vero che la mia alimentazione non è molto equilibrata, infatti non ho pasti regolari e fissi. A metà mattino bevo semplicemente una tazza di tè, e a pranzo o a metà pomeriggio smangiucchio qualcosa. La sera invece mangio regolarmente carne o pasta, verdura e quant'altro.

Da qualche anno ho smesso di fare attività sportiva, ovvero nuoto ma vorrei riniziare attività, come ad esempio esercizi in palestra, che possano sviluppare la muscolatura addominale.

Vorrei chiederle se gentilmente mi consiglierebbe gli alimenti da evitare maggiormente e se gli esami per le intolleranze alimentari secondo lei potrebbero risolvere il problema. In aggiunta secondo lei cosa potrei fare per risolvere questo problema?

La ringrazio molto,
distinti saluti
Silvia da Ravenna.

 


Risposta

 

Carissima Silvia,

nel corso dei processi di digestione si ha sempre una certa formazione fisiologica di gas (soprattutto ossigeno, azoto, idrogeno, metano e monossido di carbonio) che non solo non danno alcun fastidio ma che vengono, in breve tempo, per la maggior parte riassorbiti attraverso la parete intestinale, immessi nel circolo sanguigno e quindi eliminati attraverso i movimenti respiratori. Tralasciando tutti i disturbi delle funzioni digestive provocati da patologie dello stomaco, dell'intestino, del fegato e del pancreas, può capitare a chiunque che in determinati momenti della giornata, spesso dopo i pasti principali, si avverta una sensazione di "gonfiore addominale" definito meteorismo con conseguenti disturbi gastrointestinali che il nostro corpo adotta come meccanismi difensivi per eliminare i gas in eccesso.

La quantità, la qualità e lo stile alimentare giocano, soprattutto nei soggetti predisposti, un ruolo chiave nel limitare il fenomeno meteorismo. Spesso infatti, piccoli accorgimenti di natura comportamentale, definiti consigli igienico-alimentari associati ad accorgimenti di tipo qualitativo definiti consigli alimentari già apportano concreti benefici.

 

Consigli igienico-alimentari

I consigli igienico-alimenatri possono essere così riassunti:

  • Consumare i pasti lentamente, masticando adagio e sminuzzando il più possibile l'alimento, al fine di evitare di introdurre nello stomaco oltre all'alimento anche una eccessiva quantità di aria.
  • Non bere spesso durante il pasto.
  • Abolire il fumo, che oltre a causare danni a tutti gli organi è veicolo di aria per lo stomaco.
  • Limitare o abolire il consumo di gomme da masticare, in quanto attraverso tale pratica si introduce una notevole quantità di aria nello stomaco.
  • Evitare, soprattutto nei soggetti ansiosi e/o nervosi, le situazioni di stress che spesso hanno come conseguenza deglutizioni ripetute con conseguente introito di aria nello stomaco.

 

Consigli alimentari

Per quanto riguarda invece i consigli alimentari, possono essere di aiuto le seguenti nozioni.

Dal punto di vista della qualità e della quantità degli alimenti introdotti con la dieta è chiaro che i soggetti predisposti al meteorismo dovrebbero limitare o addirittura evitare (in funzione dell'intensità e della frequenza del fenomeno) tutti quegli alimenti che fisiologicamente producono gas in seguito ai processi digestivi, chiaramente sostituendo i cibi aboliti con alimenti di pari significato e valore nutrizionale. Esistono infatti alimenti che più di altri hanno intrinsecamente nella loro composizione la potenzialità di liberare gas in seguito alla loro digestione e quindi sono considerati altamente meteorici:

  • Legumi, in quanto la cellulosa presente nella buccia esterna può provocare meteorismo. L'inconveniente può essere by-passato con passati o purè.
  • Latte e formaggi freschi, in quanto la permanenza a livello gastro-enterico del lattosio indigerito (spesso per effetto di un deficit dell'enzima lattasi) ne determina la fermentazione da parte della flora batterica intestinale con produzione di gas con conseguente meteorismo, crampi addominali e disturbi gastrointestinali.
  • Alcune verdure: cipolla, cavoli, verza, cavolfiore, peperoni, cavoletti di Bruxelles, cime di rapa, cardi, melanzane, carote, lupini. Comunque, anche in questo caso l'inconveniente può essere attenuato cuocendo sempre la verdura, in modo tale che le fibre in essa contenute subiscono una parziale digestione che, alleggerendo il lavoro dei batteri intestinali, limita la produzione di gas.
  • Cereali e prodotti integrali che essendo ricchi di fibra alimentare sono facilmente aggredibili dalla flora intestinale con conseguente produzione di gas. Al riguardo comunque, recenti studi hanno dimostrato che una volta migliorata la sintomatologia, possono e devono essere gradualmente reintegrate le fibre alimentari, utilizzando soprattutto quelle insolubili meno ricche di sostanze aggredibili dalla flora intestinale.
  • Pane fresco (soprattutto la mollica) che contenendo aria può avere un effetto additivo su un meteorismo in atto.
  • Cibi ricchi di grassi, compresi panna montata e maionese.
  • Bibite gassate, per il loro elevato contenuto in anidride carbonica.

 

Esistono poi dei cibi che vengono definiti normo-meteorici ed altri moderatamente meteorici. In questo caso spesso si tratta di alimenti che possiamo definire soggettivamente meteorici , el senso che possono emergere da una attenta anamnesi nutrizionale essere fastidiosi per un soggetto ma non necessariamente per un altro. Gli alimenti notoriamente normo-meteorici sono:

  • Carne e pollame.
  • Pesce.
  • Verdure, ad esclusione di quelle precedentemente descritte.
  • Uova.
  • Cioccolato fondente.

 

Quelli moderatamente meteorici sono:

  • Melone, mele, pere ed agrumi.
  • Patate, noccioline, noci e frutta secca.
  • Insaccati, tranne bresaola, prosciutto magro e culatello.

 

Esistono infine alcuni principi attivi naturali che possono aiutare, in sinergia con un corretto stile di vita alimentare e di attività fisica, ad alleviare la sintomatologia in caso di meteorismo. Ad esempio:

  • Finocchio e Menta, che non solo attenuano i processi fermentativi a livello intestinale ma favoriscono anche una efficiente espulsione dei gas in eccesso.
  • Mirto e Mirtillo, che notoriamente limitano la fermentazione del materiale intestinale.

 

Quindi concludendo, il meteorismo è un sintomo molto diffuso ed interessa più del dieci percento degli Italiani. Le cause sono nella maggioranza dei casi nutrizionali, cioè dovute ad elevato consumo di particolari gruppi alimentari che l'organismo non tollera, ed in piccola percentuale psicologiche anche se è indubbio che uno stile di vita in cui lo stress la fa da padrone può portare ad irritazione dell'intestino con conseguente meteorismo ed altri disturbi gastro-intestinali.

Spesso non è sufficiente, ma inutile e pericoloso, eliminare dalla propria alimentazione interi gruppi alimentari solo per il sospetto che possano essere meteorici o peggio ancora in seguito a test di intolleranza alimentare di dubbia valenza scientifica. E' invece fondamentale comprendere, in presenza di un sintomo evidente, se l'alimento è realmente la causa del problema o soltanto l'accusato di turno.

E' opportuno dunque da parte del nutrizionista focalizzarsi sulle possibili cause e agire per tentativi con l'obbiettivo di capirle e rimuoverle. Infatti, molto spesso, se si modifica radicalmente la dieta del paziente, eliminando la sostanza "incriminata", si assiste ad una rapida regressione della sintomatologia.

Serena giornata
Dott. Luigi Schiavo



Dott. Luigi SCHIAVO
Primo Policlinico, Seconda Università di Napoli, Ambulatorio di Chirurgia dell'obesità (IX Chirurgia Generale)
Nutrizionista (Numero Iscrizione Albo 055729)
Dottore di Ricerca [Settore Fisiologia, Endocrinologia e Metabolismo]
Socio SICOB [Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche]
Responsabile per la Regione Campania della Fondazione Italiana per la Lotta all'Obesità Infantile ONLUS

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