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Taralli: storia e diffusione del prodotto tipico pugliese

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Taralli: storia e diffusione del prodotto tipico pugliese

Cari buongustai, qual è uno dei prodotti pugliesi più diffusi in tutta Italia? I taralli naturalmente.

I taralli, o tarallini, sono anelli di pasta non lievitata cotti in forno. In particolare l'impasto base si compone di farina, acqua o vino, olio e sale.

A volte inoltre possono essere aggiunti degli altri ingredienti, ad esempio semi di finocchio, semi di anice o peperoncino, che rendono i taralli più saporiti.

Oltre che in Puglia, i taralli sono riconosciuti prodotti agroalimentari tradizionali italiani anche in altre regioni del centro-sud: Campania, Basilicata, Lazio, Molise e Sicilia.

Le varietà di taralli

Col tempo, partendo dalla ricetta base, sono nate diverse varianti di taralli.

In Puglia si trovano così i taralli neri con vincotto, i taralli dolci allo zucchero o al cioccolato, i taralli all'albume d'uovo, alla pizzaiola, ai semi di finocchio o al capocollo.

In Campania si gustano i taralli intrecciati, i tarallini al vino, i taralli con le mandorle, sugna e pepe, al naspro e i taralli di Agerola.

In Calabria invece potete provare i taralli bianchi, i taralli morbidi, i tarallini ai semi di anice, al finocchio o al peperoncino.

Anche in Molise e in Basilicata i taralli che vanno di più sono quelli ai semi di finocchio, a cui in Lucania si aggiungono i taralli ai peperoni cruschi e all'aviglianese con zucchero.

In Sicilia inoltre si trovano anche i golosi taralli dolci ricoperti di glassa.

Il nome

L'etimologia del nome "taralli" non ha origini certe, le tesi più accreditate sostengono che il nome derivi dal greco "daratos", cioè "pane", o dal latino "torrere", cioè "abbrustolire", o dal francese antico "danal", cioè "pane rotondo", o dall'italiano "tar", cioè "avvolgere".

I taralli pugliesi

Per quanto riguarda l'origine dei taralli pugliesi, la storia si mescola alla leggenda. Quest'ultima racconta che una mamma, non avendo niente per sfamare la famiglia, con i pochi ingredienti che aveva nella dispensa, cioè olio, farina e sale, preparò dei cerchi di pasta cotti al forno per i propri figli.

La storia fa risalire la nascita del tarallo in Puglia al 1400, quando il prodotto povero veniva preparato dai contadini che servivano taralli e vino ai propri ospiti come segno di amicizia.

I taralli napoletani

A Napoli la storia narra che i taralli nacquero verso la fine del '700 grazie ai fornai che, per non buttare via i resti della pasta usata per il pane, iniziarono a produrre questi biscotti secchi aggiungendo lo strutto e aromatizzandoli con il pepe.

In particolare i resti della pasta venivano divisi in striscioline intrecciate fra loro e annodate a cerchio. Anche in Campania i taralli nacquero dunque come cibo dei poveri, anche se le dimensioni sono ancora oggi molto maggiori dei quelle dei taralli pugliesi.

Nell'800 all'impasto base dei taralli napoletani venne aggiunto un nuovo ingrediente: le mandorle, che si sposavano perfettamente con pepe e strutto.


di Francesca Barzanti, pubblicato il 16/05/2018

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