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Pizza Napoletana: finalmente diventa Patrimonio Unesco

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Pizza Napoletana: finalmente diventa Patrimonio Unesco

Cari buongustai, ma quanto è buona la pizza? E quando dico pizza, intendo l'unica ed inimitabile "pizza napoletana"!

Sì, perché oggi volendo la pizza la si trova dappertutto, dall'Europa, agli Stati Uniti, fino alla Cina. E ogni paese inventa la sua di pizza: nel nord Europa ci mettono l'ananas, in Svezia azzardano anche prosciutto e banane, mentre i Newyorkesi addirittura rivendicano come loro la "vera" pizza che fanno sottilissima e condita con ananas, ketchup o salame piccante!

La nascita della pizza

Ma diffidate dalle imitazioni, la vera pizza fatta di pasta e pomodoro è nata a Napoli nel 1730 nella versione Marinara.

Prima di allora, fra Cinquecento e Seicento, antenate della pizza erano la schiacciata "mastinucola" con basilico, strutto, formaggio e pepe, e la "cecinelli", condita col pesce.

Dalla metà del Settecento nella città partenopea si diffusero una serie di botteghe dedicate proprio alla preparazione della pizza, che diventò così un piatto famoso e consumato da tutte le classi sociali.

L'attuale pizza Margherita, quindi con l'aggiunta della mozzarella e del basilico, risale al 1889 quando i Savoia visitarono Napoli. Per l'occasione il cuoco Raffaele Esposito preparò una pizza tricolore con il bianco della mozzarella, il rosso del pomodoro e il verde del basilico.

Margherita di Savoia apprezzò così tanto il piatto, che in suo onore venne chiamato "Pizza Margherita".

Già prima di allora, nel 1866, Francesco De Bourcard nel suo trattato "Usi e costumi di Napoli" parlava dei 3 tipi di pizza diffusisi ai tempi:

"Le pizze più ordinarie, dette coll'aglio e l'oglio, han per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite con lo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. Alle prime spesso si aggiunge del pesce minuto; alle seconde delle sottili fette di muzzarella. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle, ec. Talora ripiegando la pasta su sé stessa se ne forma quel che chiamasi calzone.".

La pizza rimase una pietanza esclusivamente napoletana fino al 1900, dopo tale data il piatto iniziò ad uscire dai confini del Meridione ed a diffondersi prima nel Nord Italia, poi in Europa e successivamente oltreoceano.


Pizza Napoletana Patrimonio Unesco

La bella notizia è che finalmente l'antica e nobile arte dei pizzaioli napoletani, e la patria potestà della pizza, sono state riconosciute: la pizza napoletana è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Culturale Intangibile dell'Umanità.


di Francesca Barzanti, pubblicato il 21/12/2017


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