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Sangiovese di Romagna: il nettare rosso che arriva da uno dei vitigni italiani più diffusi

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Sangiovese di Romagna: il nettare rosso che arriva da uno dei vitigni italiani più diffusi

Cari buongustai, dopo aver esplorato ricette della tradizione, sperimentazioni culinarie, dolci e prodotti tipici, oggi parliamo di vino.

Sapete qual è uno dei vitigni italiani più diffusi? Beh, forse molti di voi già lo immaginano, ma io ve lo ricordo lo stesso: il Sangiovese.

Pensate che insieme alla Barbera, i vitigni di Sangiovese ricoprono l'11% della superficie vitivinicola nazionale. Il Sangiovese si coltiva dalla Romagna alla Campania e fa parte degli uvaggi di diversi vini come il Rosso Piceno, il Carmignano, il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Montefalco rosso, il Morellino di Scansano e soprattutto il Sangiovese di Romagna.

Le origini del Sangiovese

Ma dove deriva il nome "Sangiovese" del delizioso nettare rosso? Come spesso accade anche qui le teorie si sprecano, fra storia, leggende e tradizione.

Alcuni esperti ritengono che "Sangiovese" derivi dalla parola latina "jugum", giogo, e faccia riferimento al profilo ondulatorio delle colline dove viene coltivato.

Un altro filone invece parte da Santarcangelo di Romagna e dal convento dei frati cappuccini. Qui nel 600 il Papa passò in visita, bevve il vino rosso locale e ne fu talmente soddisfatto da chiedere come si chiamasse. Così i frati, colti alla sprovvista, dissero che il nome del vino era "sanguis di jovis", cioè sangue di Giove.

Gli storici spiegano che molto probabilmente il Sangiovese era già noto ai tempi degli Etruschi, che ne diffusero la coltivazione nell'Italia centrale, cioè nelle attuali Toscana, Umbria e Romagna.

Sicuro invece è che la prima fonte attendibile che parla di Sangiovese è il trattato del 1590 "La coltivazione delle viti", dove l'autore Soderini scrive "il Sangiocheto o Sangioveto è un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare".

Le caratteristiche del Sangiovese di Romagna

Anche se ormai il vitigno di Sangiovese viene coltivato in diverse zone, pensate che alcune sperimentazioni vengono fatte addirittura in Cina e Australia, il Sangiovese rosso di Romagna mantiene le sue caratteristiche uniche: un vino robusto, di colore rosso rubino, con sfumature violacee, dal profumo delicato che riprende i frutti rossi e dal sapore asciutto, armonico, con un piacevole retrogusto amarognolo.

La DOC del Sangiovese di Romagna in particolare viene coltivata nelle provincie di Bologna, Forlì–Cesena, Rimini e Ravenna ed è disponibile in tre diverse tipologie: Novello, cioè giovane e non invecchiato, Superiore, se le uve vengono da un'area limitata all'interno di una zona di produzione e viene venduto l'anno dopo la vendemmia, e Riserva, quando è invecchiato di almeno 2 anni.

Abbinamenti culinari

Il Sangiovese di Romagna è ideale assieme a primi piatti saporiti come pasta ripiena condita con sugo di carne e pasta al forno, ma è perfetto anche con grigliate di carne rossa, brasato, selvaggina, salumi o formaggi stagionati.

 


di Francesca Barzanti, pubblicato il 23/02/2018

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