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Baci di Dama, Bicerin e Gianduiotti: tre dolcezze piemontesi dalla storia golosa

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Baci di Dama, Bicerin e Gianduiotti: tre dolcezze piemontesi dalla storia golosa

Cari golosoni, lo sapevate che la prima fabbrica di cioccolato in Italia è nata a Torino nel 1826 grazie al Signor Pier Paul Caffarel?

Pensate che il futuro inventore del famoso Gianduiotto trasformò una conceria a Porta Susa in una fabbrica di dolcezze, capace di produrre fino a 300 kg di cioccolato al giorno!

Sarà forse per questo che ancora oggi in Piemonte la cioccolata a tavola fa da padrona? Chissà, sicuro è che se vi capita di visitare la bellissima Torino, ci sono alcune delizie che vanno assolutamente provate.

Ecco quelle da non perdere.

Baci di Dama

Dei veri e propri baci golosi composti da due calotte di pasta che contengono un cuore di cioccolato, esattamente come due labbra che riservano una dolce sorpresa.

La leggenda narra che la delizia fu frutto di un capriccio di Vittorio Emanuele II quando, una notte del lontano 1852, fu preso da un'improvvisa voglia di qualcosa di buono.

Così il suo cuoco personale provò a sperimentare una nuova ricetta, si chiuse per ore in cucina e mescolò gli ingredienti che aveva sul momento unendo mandorle, burro, cioccolata e zucchero, fino a ottenere il primo bacio di dama.

Sebbene questa vicenda sia davvero golosa e romantica allo stesso tempo, la storia ci dice che in verità i baci di dama nacquero sempre nell'800 ma a Tortona, presso la pasticceria Zanotti.

I dolcetti inizialmente venivano prodotti con le nocciole delle Langhe, ai tempi più economiche e meno pregiate, che solo successivamente vennero sostituite con le mandorle creando così una prelibatezza che ancora oggi conquista il palato.

Bicerin

Se siete a Torino e volete godervi un caffè, allora è il momento di provare il bicerin, o "bicchierino", una bevanda golosa e speciale a base di caffè appena fatto, cioccolato caldo e crema di latte.

Questa golosissima bevanda deriva dalla settecentesca "bavaresia", che veniva servita in grandi bicchieri rotondi in tre diverse varianti.

C'era la "bavaresia pur e fiòr", l'attuale cappuccino, la "bavaresia pur e barba", con caffè e cioccolato, e la "bavaresia un pòche e tutt", dove latte, cioccolato e caffè venivano mescolati.

Proprio questa ultima variante è all'origine all'attuale bicerin, che nel tempo divenne la bevanda preferita di personaggi illustri come Camillo Benso Conte di Cavour e lo scrittore Alexandre Dumas.

Oggi il bicerin si trova in tutti i caffè di Torino, anche se la tradizione narra che l'originale, il cui segreto sta nelle quantità utilizzate dei 3 ingredienti, è servita solo nel bar chiamato proprio "Al Bicerin" che si trova in pieno centro storico.

Gianduiotto

Ricordate il Signor Pier Caffarel? Beh, fu proprio lui, dopo la fabbrica di cioccolato, ad inventare questo delizioso cioccolatino piemontese.

Tutto iniziò nel 1865 quando la crisi toccò anche il settore alimentare facendo salire il prezzo del cacao e spingendo Caffarel a sostituire parte del cacao con le nocciole, di cui il Piemonte era ricco.

Così nacque il primo Gianduiotto a base di cacao dell'Ecuador, pasta di nocciole tostate e zucchero.

Uno dei segreti del goloso cioccolatino ancora oggi sta nel processo di produzione: gli ingredienti vengono amalgamati profondamente e poi colati direttamente sulle piastre, senza utilizzare alcun tipo di stampo.

Così facendo i cioccolatini sono caratterizzati da una consistenza particolare: non troppo fluida ma nemmeno troppo solida.

E il nome? "Gianduiotto" deriva dalla maschera popolare torinese Gianduja che distribuiva i cioccolatini durante la festa di Carnevale.


di Francesca Barzanti, pubblicato il 09/11/2017

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