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Pasticcio ferrarese di maccheroni: il piatto rinascimentale che unisce dolce e salato

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Pasticcio ferrarese di maccheroni: il piatto rinascimentale che unisce dolce e salato

Cari buongustai conoscete il goloso pasticcio di maccheroni alla ferrarese? Il piatto tipico della città estense, chiamato anche pastiz nel dialetto locale, è caratterizzato da un involucro di pasta frolla a forma di cupola ripieno di maccheroni conditi con ragù, besciamella e tartufo o funghi.

Dunque un insolito binomio dolce, della pasta frolla, e salato, dei maccheroni, che assicura un gusto inconfondibile!

Il piatto da pasticcio

Uno dei segreti di un buon pasticcio di maccheroni è il contenitore speciale dove viene cotto: un recipiente di rame stagnato, chiamato anche piatto da pasticcio, che permette la giusta cottura della pietanza.

Un tempo ogni famiglia aveva un proprio simbolo che imprimeva sul pasticcio di maccheroni proprio grazie alla forma modellata del piatto da pasticcio.

Storia del pasticcio di maccheroni

Le origini del pasticcio di maccheroni alla ferrarese risalgono al Rinascimento, quando nelle corti ducali si preparavano piatti fatti con ingredienti diversi racchiusi da una cupola per essere meglio conservati.

Ciò che caratterizzò il pasticcio ferrarese, facendolo diventare unico nel suo binomio dolce/salato, fu l'influenza della corte di Napoli su quella Estense.

Nel 1473 Eleonora d'Aragona infatti, figlia di Ferdinando I di Napoli, sposò Ercole I d'Este inaugurando così una serie di scambi culturali fra le due signorie.

Così facendo il pasticcio di maccheroni, piatto tipico proprio del sud, si diffuse anche a Ferrara dove subì diverse modifiche che lo portarono all'attuale ricetta.

In particolare il primo pasticcio di maccheroni fu preparato nel 1528 da Cristoforo di Messisbugo, cuoco della corte estense, in occasione delle nozze del duca di Ferrara Ercole d'Este con Renata, figlia del Re di Francia.

Dal 1700 in poi il pasticcio di maccheroni alla ferrarese iniziò ad avere una propria ricetta sempre più definita.

Nel 1891 il celebre gastronomo Pellegrino Artusi parlò del piatto nel suo manuale "La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene", definendolo così: "piatto complicatissimo e costoso, ma eccellente se viene fatto a dovere, il che non è tanto facile".

In generale il pasticcio di maccheroni, per la laboriosità che richiedeva, era considerato un piatto prestigioso adatto ai pranzi di alto livello, ai banchetti di nozze o alle tavole delle feste.

Oggi il pasticcio di maccheroni si trova anche nella versione solo salata dove la pasta frolla viene sostituita dalla pasta sfoglia o brisé.


di Francesca Barzanti, pubblicato il 12/07/2019

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