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I cuochi che hanno lasciato il segno nella storia della gastronomia

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I cuochi che hanno lasciato il segno nella storia della gastronomia

Cari aspiranti cuochi, voi che fra una ricetta e l'altra nella vostra cucina casalinga sognate di inventare piatti unici, ingredienti segreti, e diventare perché no famosi chef stellati, sapete chi sono le personalità che fino ad oggi sono state protagoniste della storia della gastronomia?

Eccovi di seguito alcuni chef che hanno lasciato il segno.


Francois Vatel (1631 - 1671)

Vi piace la golosa crema Chantilly? Allora dovete sapere che Francois Vatel fu colui che la inventò! Il cuoco francese infatti creò questo dolce mentre si trovava dal principe di Condé, presso il castello di Chantilly.

Fra le sue imprese memorabili ci fu quella di organizzare in soli 15 giorni una festa per l'arrivo del Re a base di elaboratissimi menù, purtroppo il pesce previsto per il venerdì non bastò per tutti i commensali e Vatel, sentendosi colpevole, si tolse la vita con tre colpi di spada nella sua camera.

 

Marchese di Cussy (1766 -1837)

Sapevate che esistono almeno 366 modi per cucinare il pollo? Beh, a scoprirli e brevettarli tutti è stato il marchese di Cussy, gastronomo e cuoco di Napoleone che per deliziare il suo signore, il qualche considerava il pollo un cibo monotono, decise di cucinarglielo ogni giorno in un modo diverso!

 

Jean Anthelme Brillat-Savarin (1755 –1826)

"Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei" ha scritto Jean Anthelme Brillat-Savarin, famoso come cuoco ma soprattutto come critico e scrittore culinario, fu autore del famoso libro di aforismi "La fisiologia del gusto".

La sua opera letteraria ha rappresentato la svolta culinaria del '700, quando la cucina borghese si sostituisce a quella nobile, e ha introdotto la figura dell'intellettuale gastronomo.

 

Marie Antoine Careme (1784 –1833)

Vi siete mai chiesti chi inventò il famoso cappello bianco da chef? La risposta è Marie Antoine Careme, che da giovane fu garzone del grande pasticcere Sylvain Baily, ma successivamente superò il maestro diventando famoso per i suoi enormi dolci che superavano il metro di altezza.

Fu la cucina di Careme a rivoluzionare il gusto culinario dell'Europa del 1800, nonché a modificare il servizio dallo stile francese, secondo il quale tutte le portate venivano servite assieme, a quello russo, secondo il quale le portate venivano servite una alla volta rispettando il menù.

 

Pellgrino Artusi (1820 - 1911)

Artusi è il cuoco romagnolo che ha fatto la storia della cucina italiana, valorizzandone le tradizioni regionali in uno dei libri ancora oggi più famosi in campo gastronomico: "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene".

Nella sua opera Artusi riporta 790 ricette tutte testate secondo il metodo scientifico di cui il cuoco si faceva portatore.

Pensate che il libro, che oggi si classifica fra i più letti assieme a "Pinocchio" e ai "Promessi Sposi", inizialmente non riscosse troppo successo, tanto che Artusi dovette pubblicarlo a proprie spese!

 

Ada Boni (1881 - 1973)

Ada Boni è stata una gastronoma italiana direttrice della rivista di economia domestica "Preziosa", ma soprattutto autrice del famoso "Talismano della Felicità", considerato il libro di cucina per eccellenza assieme all'Artusi.

Fra le sue creazioni si annoverano ben 2.139 ricette di ogni tipo, dai sufflè alle gelatine, dai sughi agli stufati, e così via.

 

Gualtiero Marchesi (nato a Milano nel 1930)

Marchesi è ancora oggi il cuoco più famoso del bel paese. Ha studiato in Svizzera e a Parigi, ha aperto il suo primo ristorante a Milano nel 1977, ed è stato il primo chef italiano a ottenere 3 stelle Michelin, e l'unico a restituirle.

Nel 2008 infatti Marchesi ha contestato il sistema di votazione della guida che secondo lui dovrebbe dare solo commenti e non punteggi.

Marchesi, da sempre sostenitore dei sapori semplici, è stato il primo vero chef a rivoluzionare la cucina italiana. 

di Francesca Barzanti, pubblicato il 14/03/2015


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