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Agricoltura biologica… sul balcone di casa

di Andrea Mengassini

Rubriche Cucina e dintorni Botanica in cucina

Sia per i gourmet più raffinati che per gli estimatori della cucina rigorosamente "casereccia", le ricette della nostra gastronomia vivono dell'uso di spezie e aromi, anche come ingredienti con cui realizzare ad esempio marmellate e aceti particolari.
In realtà oltre che nei mercati rionali, è possibile approvvigionarsi di erbe aromatiche coltivandole sul nostro balcone o nel nostro giardino, in spazi anche ridottissimi, in modo da avere una provvista sempre fresca di materie prime. Il punto essenziale è comunque la loro salvaguardia da fonti di inquinamento e l'utilizzo di metodi naturali per la difesa dai parassiti e per la loro fertilizzazione.
Vediamo quindi di capire come è possibile realizzare una coltivazione biologica in casa.

Le piante aromatiche
BasilicoRosmarino, salvia, timo, basilico, peperoncino… sono tante le specie che utilizziamo per dare quel gusto in più ai nostri piatti, di carne, di pesce ma anche ad una buona pizza napoletana. Il segreto di questi aromi è racchiuso negli oli essenziali costruiti dalla pianta attraverso complesse vie biochimiche e generosamente offerti nelle foglie, nei fiori ma anche nelle radici.
Esistono molti preparati commerciali con le parti aromatiche già finemente triturate e disidratate quindi pronte all'uso, ma la maggior efficacia e vigoria del sapore si ottiene con il prodotto fresco, appena colto. Il modo migliore per ottenerlo è di certo la coltivazione delle preziose piantine, solitamente robuste e resistenti sia ai climi meno ospitali che alla nostra imperizia botanica; inoltre sono specie rustiche che ben si difendono dai loro nemici naturali, specialmente muffe e insetti parassiti.

La scelta del repertorio botanico
Il primo passo, ovviamente, consiste nel procurarsi le piante. Se siamo fortunati e possiamo contare sulla consulenza di un amico esperto, si potranno reperire esemplari direttamente in campo, possibilmente in zone lontane dagli inquinamenti urbani ed agricoli e che non facciano parte di parchi regionali o aree protette. Molti anziani sono depositari della conoscenza millenaria di erbe e arbusti aromatici: per evitare errori di riconoscimento, e quindi possibili intossicazioni, possiamo anche chiedere il loro aiuto, garantendoci in questo modo piante di assoluta qualità e in sicurezza; inoltre potrà essere l'occasione per diventare a nostra volta custodi di questo prezioso sapere.
Se invece la vita quotidiana è così piena di impegni da non concedere pause per vagar in boschi e prati, non rimane che il vivaio. In questo caso si dovrà far attenzione ad acquistare prodotti esenti da malattie e di derivazione rigorosamente biologica cioè trattati con farmaci di origine vegetale. Nel caso in cui non si abbiano sufficienti garanzie, si potranno ugualmente acquistare gli esemplari prescelti, ma sarà bene non utilizzarli subito come tali: una volta a casa, procederemo all'espianto di un rametto (ossia realizzeremo una talea) o di un frutto, interrandoli e ottenendo da questi una nuova piantina. Sarà la seconda generazione mantenuta in regime biologico, evitando pesticidi e fertilizzanti chimici, a fornire le spezie per i nostri piatti.

Coltivazione
Le piante aromatiche e speziali non sono soltanto fonte di aromi, ma come specie botaniche regalano fioriture molto spesso generose ed eleganti: balconi e giardini possono quindi trarre anche un vantaggio estetico dalla loro coltivazione.
La limitazione degli spazi urbani a disposizione impone l'utilizzo dei vasi, ma ciò rappresenta un vantaggio, perché saranno più facilmente gestibili, potendo spostare le piante all'interno se la stagione lo richiede. Inoltre un esemplare colpito da un parassita o da una malattia potrà esser facilmente isolato dagli altri, evitando fastidiosi contagi.
Sono da preferirsi i vasi in coccio, in quanto questo materiale rispetto alla plastica assicura una buona traspirazione e quindi evita il formarsi di ristagni d'acqua da cui muffe e marciumi radicali. Il periodo ideale per ogni operazione di rinvaso è la primavera, in modo che le nuove radici, con la ripresa dell'attività metabolica, si possano adattare facilmente al nuovo contenitore.
Per le concimazioni è obbligatorio mettere al bando ogni prodotto di sintesi se non vogliamo avvelenare i nostri menù e i nostri commensali ed utilizzare piuttosto preparati a base di sali minerali come zolfo, potassio, nitrati e calcio, secondo le indicazioni del vivaista o del giardiniere di fiducia.
Se per necessità di spazio si è costretti a far coabitare più esemplari in un unico vaso, sarà bene associare quelle specie che hanno simili esigenze di innaffiatura e insolazione. Ad esempio: maggiorana, timo e basilico necessitano di zone luminose, così come lavanda, salvia, rosmarino e camomilla, ma queste ultime hanno bisogno di un microclima più fresco e ventilato, quindi non vanno esposte alla luce diretta; prezzemolo, coriandolo e alloro, invece, devono esser tenute in zone d’ombra; le diverse varietà di menta possono essere associate ma si devono coltivare in contenitori ampi con terreni costantemente umidificati, mantenute in zone fresche e al riparo dal sole diretto. Interessanti anche altre associazioni che assicurano uno sviluppo più rigoglioso e l'allontanamento di insetti nocivi, grazie a delle vere e proprie sinergie vegetali su base biochimica: l'aroma dell'anice è più intenso se la pianta è coltivata assieme al coriandolo; la menta, l'ortica (ottima per i risotti), l'aglio, l'erba cipollina, il timo, la salvia e la lavanda allontanano gli insetti anche dalle piante che sono poste loro vicino; calendula e basilico respingono la mosca bianca dalle piantine di pomodoro mentre la camomilla respinge gli insetti fitofagi alati.


La cura delle nostre piantine
SalviaA questo punto il nostro "giardino dei semplici" è a regime e ci serviamo comodamente per tutte le nostre esigenze aromatiche. Ci si accorge ben presto, però, che non siamo gli unici a sfruttarne le potenzialità: tantissimi insetti cominceranno a frequentare il nostro angolo verde… con immensa gioia della massaia! A questo proposito è importante ricordare che non tutti sono molesti ma molti possono diventare preziosi alleati nello sconfiggere le più comuni avversità delle aromatiche, assieme a preparati vegetali.
Ad esempio: se le pagine inferiori delle foglie sono punteggiate di piccoli pidocchi di colore verde, nero, giallo o grigio, si è in presenza di un attacco di afidi che può esser combattuto lavando le piante con un macerato ottenuto da 1 kg di ortica fresca in 10 litri di acqua per 10 giorni (o anche 200 g di erba secca in 10 litri d'acqua per 12-24 ore diluendone successivamente mezzo litro in altri 25 litri di acqua), oppure con 15 ml di soluzione idroalcolica di propoli in 5 litri di acqua.
Se su foglie, fusti o apici vegetativi sono presenti piccoli insetti a forma di cupola, si tratta di cocciniglia: possono esser di colore marrone e muoversi sulla pianta oppure immobili formando una lanugine setosa; la loro consistenza cerosa li rende difficili da eradicare: il miglior metodo consiste nel massaggiare energicamente le parti infestate con olio d'oliva, in modo da impedire loro la respirazione.
Se ci accorgiamo della presenza di ragnetti rossi o gialli, facilmente riconoscibili, è possibile eliminarli riducendo la concimazione della pianta e aumentando l'umidità del terreno. Pidocchi, afidi e mosche possono esser tenuti lontani dal nostro orto di città anche utilizzando il piretro, un prodotto di origine vegetale, che si trova in confezioni pronte all'uso nei negozi specializzati: è bene, però, non impiegarlo sui fiori aperti perché è tossico per api e insetti impollinatori ed è più efficiente se irrorato al crepuscolo perché sole e caldo lo inattivano precocemente.
Contro afidi e cocciniglie si può tentare anche un minimo di lotta biologica, ossia utilizzando i loro nemici naturali come ad esempio le comuni coccinelle, dal dorso rosso punteggiato di nero, oppure le crisope, piccoli insetti alati dal corpo verde e con le ali trasparenti, venate di nero in modo molto appariscente: sia gli adulti delle prime che le larve delle seconde sono ghiotte dei parassiti e quindi è bene non allontanarli.

Bibliografia
S. La Badessa "Le erbe della salute, sul balcone". Tecniche Nuove.
Catizone et al. "Coltivazione delle piante medicinali e aromatiche". Patron Editore




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