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La Tisaneria della Salute

di Andrea Mengassini

Rubriche Cucina e dintorni Botanica in cucina

Il concetto di Erboristeria, Erborista e tisana provoca sempre reazioni contrastanti tra la gente: c'è chi si affida volentieri a questi rimedi naturali e chi li considera poco più che cialtronerie. Eppure ciò che è contenuto nei preparati vegetali ha delle comprovate azioni biologiche sul funzionamento del corpo umano e se consumato senza alcuna perizia, può diventare potenzialmente tossico. Iniziamo in queste pagine un viaggio nel settore affascinante della Botanica Officinale per capirne un po' di più, illustrarne correttamente limiti e possibilità… e sfatare qualche mito.

Il profilo storico della professione
Un bollitoreLa figura dell'esperto di erbe e rimedi naturali si perde nella notte dei tempi: antichi popoli del Medioriente hanno tramandato, nei pochi scritti superstiti, informazioni meticolose sulle cure a base di piante. Contemporanei ai Romani, i druidi erano i sacerdoti dei Celti ed erano depositari di questa saggezza; a partire dal 440 a.C. diverse tribù celtiche giunsero in Italia attraverso le Alpi ed insegnarono le loro conoscenze alle gens italiche, rielaborate successivamente da Plinio il Vecchio nella sua opera "Naturalis historia" (libri da XXIV a XXVII), pubblicata nel 77 d.C. In Grecia è il celebre medico Ippocrate che codifica queste dottrine fitoterapeutiche in rigorosi trattati.
Parallelamente alle scuole mediche, si sviluppa la tradizione popolare, rappresentata in particolare dalle donne guaritrici, vere esperte di erbe e alberi con proprietà curative. Purtroppo il poco rispetto che spesso avevano le culture antiche nei confronti del gentil sesso ha anche alimentato storture di pensiero, da cui son scaturite le storie e le leggende sulle streghe, spesso sfociate in vere e proprie persecuzioni.
Nel Rinascimento si attua la transizione verso l'età moderna che si concretizza nella medicina alchemica e nell'affermarsi della tradizione erboristica: nascono gli "orti dei semplici", ossia particolari giardini in cui si coltivavano le specie medicinali, e si divulga la tradizione cistercense delle abbazie benedettine. Liberata dalle mura monastiche questa sapienza giunge al popolo a tal punto da influenzare gli insegnamenti delle più prestigiose facoltà mediche. È in questo periodo che la scuola erboristica italiana raggiunge le più alte vette della conoscenza in materia e si espande in tutta Europa. L'opera missionaria dei monaci giunge, infatti, alle più alte latitudini e nel cuore dell'Europa dell'est, fino alle pendici dei Carpazi.

Le moderne conoscenze
I progressi della Chimica e della conoscenza del DNA hanno rivoluzionato il modo di intendere oggi l'Erboristica, al punto di innalzarla al rango di vera e propria scienza autonoma, svincolata dalla più generale Botanica Officinale e a cui si da il nome di Fitochimica, fortemente interconnessa con le più attuali biotecnologie.
Fondamento della moderna disciplina è il fatto acclarato che gli organismi vegetali hanno elaborato nel corso della loro evoluzione un linguaggio chimico, sia per difendersi da predatori quali insetti fitofagi, animali erbivori ma anche altre piante o funghi parassiti, sia per comunicare tra loro. Queste molecole, dette metaboliti secondari, sono delle sostanze con una propria azione biologica (si definiscono "biologicamente attive"), in quanto agiscono su specifici recettori cellulari e influenzano il funzionamento di tessuti e organi. Storicamente sono state le prime – e le uniche per molti secoli – ad esser state impiegate dall'Uomo, proprio perché sono efficaci come farmaci. L'avvento nel '900 della chimica di sintesi ha ampliato e migliorato di molto il repertorio farmaceutico a nostra disposizione, ma è interessante notare come la quasi totalità delle medicine che comperiamo in farmacia, con una ricetta medica o come farmaco da banco, non potrebbe esser prodotta se non si partisse da una molecola vegetale. È il caso ad esempio del taxolo, un importante farmaco antitumorale, che non può essere preparato esclusivamente per sintesi ma il cui nucleo chimico deriva dal composto fornito dall'albero Taxus baccata, volgarmente detto tasso.

Finalità e limiti dell'Erborista: ad ognuno il suo mestiere
Una buona tisanaEsiste una sottile linea d'ombra tra lo stato di salute e la malattia, per lo meno stando alle definizioni date dai Medici. Molto spesso le nostre abitudini alimentari, lo stress indotto dalla quotidianità o una vita eccessivamente sedentaria inducono delle modifiche al nostro insieme di reazioni biochimiche (quel che definiamo metabolismo) al punto tale che "non ci sentiamo in forma". In questi casi non è mai in atto uno stato morboso, cioè non si possono descrivere segni clinici e sintomi che portano ad una diagnosi di patologia medico-chirurgica. Queste condizioni sfumate ma fastidiose, che la moderna Medicina non arriva a definire né a trattare, possono esser risolte mediante un preparato officinale a base di erbe, la cui azione biologica incide positivamente nel riequilibrio delle vie metaboliche perturbate.
Prima di approfondire materiali e metodi, è bene chiarire un punto: le indicazioni che si trovano nelle pagine web di un qualsiasi sito dedicato piuttosto che in una Erboristeria autorizzata, non possono né devono sostituirsi alla competenza e alla diagnosi di un Medico in caso di effettiva patologia.
L'Erboristica può essere un utile coadiuvante per intervenire sui dislivelli che causano malessere, non vuole certo essere alternativa a trattamenti e protocolli rigorosamente sanitari per malattie rigorosamente diagnosticate.
Non esiste erba al mondo o associazione di erbe che possano agire come terapia per stati patologici seri e gravi. Il monumentale Prof. Giuseppe Lodi, padre della moderna Botanica Farmaceutica, è stato infatti categorico nell'ammonire gli Erboristi affinché "facciano solo gli Erboristi e non si atteggino mai a Medici".

Le tisane
Erbe officinaliLa preparazione di gran lunga più richiesta in Erboristeria è la tisana, una miscela di almeno due piante, una delle quali - definita "principale" - contiene il composto chimico di cui si intende sfruttare le proprietà, mentre gli altri ingredienti - detti "adiuvanti" – ne integrano e ampliano l'azione. Poiché spesso il sapore di questa miscela tende all'amaro, si aggiunge un terzo elemento detto "correttore del gusto", che però ha esclusive proprietà organolettiche e non influisce sull'azione biologica delle altre componenti.
Sia che ci si rivolga ad un Erborista diplomato ed autorizzato, sia che si intenda procedere a preparazioni casalinghe, una buona tisana deve essere sempre omogenea, ossia i componenti devono presentarsi in forma ottimale per ottenere un infuso (versando acqua bollente sul preparato sminuzzato e poi filtrando) o un decotto (facendo sobbollire il preparato vegetale per circa 15-20 minuti, eventualmente premacerato con alcool al 50% o con grappa).

Ogni erba componente ha una precisa indicazione, così come avviene per i farmaci di sintesi, e quindi deve esser consumata solo in caso di effettivo bisogno; inoltre i preparati vegetali (radici, cortecce, gemme, foglie o fiori) si deteriorano con il tempo, fino a divenire potenzialmente tossici, e quindi è importante utilizzare materia prima sempre fresca e di prima scelta.
I prodotti erboristici commercializzati sono rigorosamente controllati; è quindi saggio non eccedere nel "fai-da-te": le piante raccolte personalmente soprattutto in prossimità di centri urbani o zone agricole, sono sempre impure a causa di inquinanti e fitofarmaci presenti nell'ambiente. Questi composti tossici permangono nella droga, cioè nella parte vegetale che è descritta come ingrediente, e inevitabilmente finiscono nella tisana, quindi a noi con effetti tutt'altro che benefici.
Infine è bene ricordare che l'assunzione di derivati officinali può interagire negativamente con terapie mediche in atto, quindi è importante informare il proprio medico curante dei prodotti che si stanno consumando.

Le tisane dello spicchio d'aglio
Dalla settimana prossima, con una certa periodicità, cominceremo a proporre alcune tisane a specifica azione, ispirandoci al momento dell'anno o alle richieste dei lettori.
Vi aspettiamo, il 17 gennaio, con la tisana epatostimolante e disintossicante, ottima per stimolare la funzionalità del fegato e dell'apparato digerente, per consentire un più rapido smaltimento degli eccessi di questi giorni di festa.




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