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Come ci si comporta a tavola

di Barbara Farinelli

Rubriche Cucina e dintorni Apparecchiare e ricevere

Il comportamento a tavola è un argomento di cui si parla molto. Chi non ha mai sentito, per un motivo o per l'altro, la parola "galateo"?
In questo breve articolo non voglio quindi ribadire i soliti concetti già noti, ma riprendere soltanto qualche linea essenziale, che secondo la mia opinione ben si adatta anche ai nostri tempi "moderni".

La rigorosità
L'educazione a tavola è sempre una buona norma, ma il livello di rigorosità può variare in funzione dei commensali. Una cena in famiglia può essere meno rigorosa di un evento fra amici o fra colleghi, anche se occorre sempre tener presente che, se sono presenti dei bambini, il nostro comportamento influenzerà inevitabilmente il loro.
Attenzione agli amici, anche se in apparenza con loro si pensa di potersi lasciare andare con un atteggiamento meno formale, solitamente sono i maggiori critici.

Il senso del rispetto di alcune norme basilari non vuol essere tanto per avere un atteggiamento chic. A volte non ci si rende conto che con alcuni comportamenti possiamo dar fastidio a chi ci sta di fronte. Ecco allora che comportarsi bene a tavola è sinonimo di rispettare gli altri. Mangiare è infatti un atto molto intimo.

La postura
A tavola l'atteggiamento del corpo è molto importante, più di quello che non si pensi. L'atteggiamento migliore è quello di sedere composti sulla sedia, dritti con la schiena, con un atteggiamento naturale. Questo non solo aiuta a mangiare in modo corretto, ma dà impressione di rispetto per quello che stiamo mangiando.
E i gomiti? La regola secondo la quale non si possono appoggiare sul tavolo deriva da una norma igienica secondo la quale solo le mani, ben lavate, hanno accesso alla tavola.

Tovagliolo e posate
Tovagliolo e posateIl tovagliolo va posato sulle gambe. Non è molto educato metterselo a bavaglino, così come si dovrebbe aspettare che sia la padrona di casa a dispiegarlo per prima. Alla fine del pasto va posto sulla destra del piatto.

Il coltello si usa con la mano destra, non per infilzare il cibo o per portarlo alla bocca, ma solo per tagliare. E' bene non sventolarlo mentre si mangia.

La forchetta va tenuta nella mano destra, nella sinistra se si usa anche il coltello. Viene usata per infilzare il cibo o raccoglierlo. Può essere usata anche di taglio per spezzare il cibo.
Forchetta e coltello a fine portata devono essere riposti nel piatto, paralleli fra loro, con i manici sull'esterno destro del piatto. Se occorre invece deporli temporaneamente, mettere il coltello sulla destra e la forchetta sulla sinistra con le punte rivolte verso il centro del piatto.

Il cucchiaio si usa nella mano destra, non va riempito eccessivamente, per evitare la fuoriuscita del contenuto, ed accostato alle labbra di lato.
Al termine dell'utilizzo va lasciato nel piatto con il manico rivolto verso la destra.

Come si servono le persone a tavola
La regola vuole che le portate a tavola si servano a partire dalla donna più anziana alla più giovane, per poi proseguire con gli uomini nello stesso ordine. A parità di età, o se l'età non la si conosce, servire in ordine di importanza. In tal caso la padrona di casa sarà l'ultima ad essere servita fra le donne ed il padrone di casa l'ultimo degli uomini.

Come si mangia
Non parlare a bocca piena. Regola basilare, spesso non rispettata, ancor oggi però molto attuale. Molte persone tra l'altro lo trovano estremamente fastidioso!
Allo stesso modo è bene non far troppi rumori quando si mangia, comportamento considerato scorretto nella nostra cultura. Se dobbiamo raccogliere le ultime cucchiaiate di brodo si può inclinare il piatto, meglio se verso il centro della tavola piuttosto che verso se stessi.
Se il cibo è da tagliare non farlo tutto in una volta, ma man mano che si mangia.
E la scarpetta? Secondo le norme più rigide non si dovrebbe fare. I meno formali ammettano che si possa infilzare un pezzetto di pane con la forchetta ed usare quella. Molto dipende dalla confidenza che si ha con i padroni di casa. Un tempo si riteneva che fosse inadatta perché era simbolo di abbondanza lasciare sempre qualcosa nel piatto per non farsi vedere eccessivamente affamati, il che significava vivere di stenti.
Se si devono scartare noccioli o semi, raccoglierli nella mano e metterli in un lato del piatto.
Prelevare poco cibo alla volta dal piatto di portata, per lasciarne una giusta quantità anche agli altri. In caso se ne potrà prendere ancora successivamente. E se poi la pietanza non piace almeno non se ne lascerà una grossa quantità nel piatto. Lasciare del cibo è infatti segno di poco apprezzamento nei confronti della padrona di casa, ma non solo: è peccato doverlo poi buttare non potendo essere riutilizzato.




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